La città di Roma fu fondata nel 753 a. C.
La leggenda della fondazione di Roma fu narrata dal poeta Vergilio.
Durante l’incendio di Troia, solo Enea riuscì a salvarsi con i suoi compagni.
Dopo un viaggio lungo e faticoso, giunsero nel Lazio e lo conquistarono.
Il figlio di Enea, Ascanio, fondò la città Alba Longa, dove regnarono dieci re fino ai fratelli Numitore e Amulio.
I fratelli si litigarono a causa del trono che spettava a Numitore.
Però, Amulio era un uomo ambiziosissimo e crudele.
Scacciò dal trono il fratello e costrinse sua figlia, Rea Silvia, a diventare vestale.
La fanciulla però fu amata dal dio Marte chi la rese madre di due gemelli, Romolo e Remo.
Avendo appreso questo, Amulio ordinò a gettarli nel fiume.
Ma i gemelli non morirono.
Essi furono trovati ed allattati da una lupa, e poi raccolti da un pastore chi li allevò.
I gemelli crebbero e, essendo diventato adulti, appresero la storia della loro famiglia.
Vendicarono i parenti e lasciarono quei luoghi.
Essi decisero di fondare una nuova città sulla riva del Tevere.
Tracciarono un quadrato grande che doveva circondare le mura della nuova città.
Tutto andava bene fino a quando dovettero dare il nome alla città.
Ogniuno voleva darle il proprio.
Romolo era più forte di suo fratello e, preso dal furore, ussise Remo.
Così la città ricevette il nome Roma.
Secondo l’altra leggenda, quando Romolo costruiva il muro della città, Remo lo saltò scherzando.
A Romolo non rimane che ucciderlo.
Egli disse: “Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura”.