Tese nel vento che si fà più freddo ogni votla che s'accende un riverbero, le sue dita sembrano di non potere muoversi mai più.
La sua mano apesa nell'aria della notte somiglia alle mani di pietra delle statue che regnano sulla storia della città. Aspettano.
Le sue dita, la sua mano, il suo corpo, il cuore raffreddato che sbatte contro il petto, tutti aspettano quella sensazione.
La sensazione glaciale come quelle di un fioco di neve arrivato all'inizio dell'inverno, un grande fioco, un fioco metalico.
Aspetta il rumore alegre di una moneta piccola, rotonda, uscita da una tasca, scivolata verso di lei.
Aspetta ma la gente passa, si sbriga e non si ferma.
Non hanno il tempo di dare, ma lei ha il tempo di sperare, di immaginare.
E quando finalmente sente sulla sua pelle intorpidita la pressione leggera di una moneta piccola, piccola ma brillante, fioriscono sulle sue labbra ringraziamenti sinceri e sorrisi forti.
E nel suo cuore si rinforzano la speranza, la fede e i sogni.