Ne trovò un paio sotto il letto e dopo essersi disfatto di un ragno che strisciava su e giù per i calzini, li mise.
Harry fu abituato ai ragni, perché l’armadietto sotto le scale ne furono pieni, e là dormì.
Quando fu vestito, andò per il salone verso la cucina.
Quasi non si vide la tavola che fu coperto dai regali di Dudley.
Sembrò che Dudley avesse ricevuto il nuovo computer che volle, per non parlare della seconda televisione e la bicicletta di gara.
La ragione per cui Dudley volle una bicicletta di gara non venne in mente a Harry, siccome Dudley fu assai gordo e a lui non piacque l’esercizio fino a che non aveva a che fare con picchiare qualcuno.
La vittima più comune e quella preferita da Dudley era Harry, ma spesso non lo riusciva a catturare.
Harry non diede l’aria, ma in realtà era velocissimo.
Forse aveva qualcosa a che fare non passare tutta la vita in un armadietto buio, ma Harry è sempre stato piccolo e magro dato la sua età.
Pareva assai più piccolo e magro di ciò che era in realtà perché tutto quello che possedeva da indossare era circa quattro volte più grande della sua dimensione.
Harry aveva una faccia snella, delle ginocchia nodose, i capelli neri e gli occhi verdi e luminosi.
Portava gli occhiali tesi insieme da molto scotch a causa di tutte le volte che Dudley lo aveva picchiato sul naso.
La unica cosa che a Harry piaceva del suo aspetto era la magrissima cicatrice sul fronte di forma di un fulmine.
Ce l’aveva avuta finché non riuscisse a ricordarsi e la prima domanda che si ricorda di porre mai a sua zia Petunia era quella di com’è ce l’aveva.
“Durante l’incidente stradale in cui sono morti,” gli aveva detto.
“Non porre domande.”
Non porre domande - questa era la regola principale per una vita tranquilla con i Dursley.
Il zio Vernon entrò in cucina mentre Harry cucinava la pancetta.
“Pettina i capelli,” urlò, pensando che questo fosse un saluto adeguato.
Circa una volta alla settimana, il zio Vernon fece capolino sopra il giornale e gridò che Harry aveva bisogno di un taglio di capelli.
Harry avrebbe dovuto avere più tagli di capelli del resto dei ragazzi in classe combinati, ma non faceva una differenza, i loro capelli crescevano semplicemente in quella maniera - sparso qua e là.
Harry friggeva le uova quando Dudley entrò in cucina con la madre.
Dudley assomigliava molto al padre, Vernon.
Aveva una grossa faccia rosa, quasi senza collo con degli occhi piccoli e acquosi con i capelli biondi e grossi.
La zia Petunia diceva spesso che sembrava un piccolo angelo - Harry diceva spesso che sembrava un piccolo maiale con una parrucca.
Harry mise le uova e la pancetta sul tavolo il che fu difficile siccome non ci fu molto spazio libero.
Dudley intanto contava i regali.
Diventò triste.
“Trentasei,” disse, guardando i genitori.
“Due di meno dell’anno scorso.”