Per qualche incidente sfortunato, non c’erano né le imposte né le tende per le finestre della stanza del Professore.
La notte anteriore non ce l’aveva pensato molto, ma stanotte gli sembrava che ci fosse la gran possibilità che si sarebbe alzata una luna luminosa che avrebbe brillato direttamente sul letto, e probabilmente l’avrebbe svegliato più tardi.
Quando si rese conto di questo, diventò veramente arrabbiato, ma con un’ingegnosità sul quale l’unica risposta mia è quella di invidia, riuscì a montare tutto, con l’aiuto di un borsone, della spille di sicurezza, e un bastone e un ombrello, uno schermo che, se tutto funzionasse, avrebbe tenuto il chiaro di luna fuori dal letto.
Avrebbe dovuto dormire bene per un’ora o più, quando uno sferragliamento improvviso lo agitò di una maniera indesideratissima.
Ben presto si rese conto di quello che era successo: lo schermo costruito con cura aveva crollato e una luna molto luminosa y gelida brillava direttamente sulla faccia.
Per qualche minuto si distese immobile e riflettò sulle possibilità; poi si voltò bruscamente, e con gli occhi aperti ascoltò senza respirare.
C’era stato un movimento, di questo era sicuro, nel letto vuoto sul lato opposto della stanza.
Domani l’avrebbe fatto muovere, perché saranno stati dei ratti o qualcosa che giocherellavano nel letto