Dopo molti anni, quel nonno, vecchio zìngaro, è in procinto di lasciare la scena.
Leggi e ricorda la storia della sua vita di fronte a un microfono alla radio del piccolo paese.
Racconta la sua vita, fra viaggi, storie, amori, ed i loro guai con la polizia.
Troppo bene lo sappiate voi: se sei zingari o musulmani, tutte persone diranno di voi che siete criminali o terroristi, almeno, qualsiasi sospetti, che suscitano paura e odio, date le circostanze.
Eppure, adesso il nono leggi i suoi memori, forse come un ultimo addio, un fino a per sempre, sapendo che molti lo hanno amato, anche se non personalmente, si per mezzo de la sua voce alla radio.
Guardate, tuttavia: tutte le voci suonano allo stesso modo, affinchè la razza e il razzismo sono superstizioni, come un malocchio.
Nel silenzio della notte, nella sua capanna di contadini, un altro vecchio uomo ascolta al vecchio zìngaro.
"Io ti conosco, padrino, ma tu non sa chi sono io!
In lunghe notti de insonni e cattivi raccolti fosti stato il mio copmpagno.
Così ho due cose da dirti, almeno nei miei pensieri lo dico: grazie tante per il tuo sostegno che me havesti dato nel corso delle nostre vite, e addìo per sempre, caro mio amico.
Che Dio ti guarde e ti protegga! "