JACK: Quindi è vero che mi battezzarono! È deciso.
Allora, come mi hanno chiamato?
Mi faccia sapere il peggiore.
LA SIGNORA BRACKNELL: Visto che eri il primogenito, era naturale che ti dessero il nome di tuo padre.
JACK: [in modo scontroso] Sì, ma quale era il nome di battesimo di mio padre?
LA SIGNORA BRACKNELL: [in modo contemplativo] In questo momento non riesco a ricordare il nome di battesimo del Generale.
Ma non ho dubbi che ne aveva uno.
Era eccentrico, certo.
Ma soltanto durante gli ultimi anni.
E questo accade a causa del clima indiano, e il matrimonio, e l’indigestione, e altre cose di questo genere. JACK: Algy!
Non puoi ricordare il nome di battesimo di nostro padre?
ALGERNON: Mio caro, non potevamo neanche parlarci.
È morto prima che io avessi un anno.
JACK: Suppongo che il nome si trovi negli elenchi dell’esercito di quell’epoca, Zia Augusta?
LA SIGNORA BRACKNELL: Il Generale era essenzialmente un uomo di pace, tranne nella sua vita domestica.
Ma non ne ho dubbi che il suo nome si trova in qualsiasi elenco militare.
JACK: Gli elenchi dell’esercito degli ultimi quaranta anni sono qui.
Non avrei smesso di studiare questi registri incantevoli.
[Si precipita verso lo scaffale e afferra i libri] Generali i cui nomi cominciano con ‘M’.
Mallam, Maxbohm, Magley, che nomi così terrificanti avevano - Moncrieff.
Un tenente nel 1840, un generale nel 1869, nomi di battesimo, Ernesto John.
[Mette giù il libro senza far rumore e parla abbastanza tranquillamente].
Le ho sempre detto, Gwendolen, mi chiamo Ernesto, no? Allora, è proprio Ernesto.
Voglio dire che è naturalmente Ernesto.
LA SIGNORA BRACKNELL: Sì, ora ricordo che il Generale si chiamava Ernesto, sapevo che avevo qualche ragione per tenere antipatia a questo nome.
GWENDOLEN: Ernesto!
Il mio proprio Ernesto!
Mi sentivo fin dal principio che non potevi chiamarti altro.
JACK: Gwendolen, è una cosa terribile che un uomo scopra di colpo che per tutta la sua vita non parla nient’altro che la verità.
Mi puoi perdonare?
GWENDOLEN: Certo, siccome mi sentivo come se tu stia per cambiare.
JACK: Gweldolen!
[La abbraccia.] Finalmente!
LA SIGNORA BRACKNELL: Mio nipote, sembri mostrare dei segni di banalità.
JACK: Al contrario, Zia Augusta, ora mi sono reso conto per la prima volta durante la mia vita dell’importanza necessario di chiamarmi Ernesto.