Questo è l'unico di sette romanzi che scrivì senza alcun sentimento accompagnante di spinta o di sforza, o alcun sentimento seguente di stanchezza o di sollievo o di antipatia.
Quando lo cominciai a scivere, non avevo nessun paino per niente.
Non stavo perfino scrivendo un libro.
Pensavo ai libri, alla pubblicazione, soltanto in senso inverso nel dire a me stesso: 'Non dovrò preoccuparmi che agli editori piacesse o che non gli piacesse per niente.' Quattro anni prima, avevo scritto 'La Paga Del Soldato'.
Non ci volle molto da scrivere e veniva pubblicato velocemente e mi guadagnò circa cinquecento dollari.
Dissi: 'Scrivere un romanzo è facile.
Non si guadagna molto facendolo, ma è facile.' Scrissi 'Zanzare'.
Non era appunto così facile da scrivere e non veniva pubblicato proprio velocemente e mi guadagnò circa quattrocento dollari.
Dissi: 'A quanto pare c'è di più riguardo allo scrivere romanzi, all'essere romanziere, di quello che pensavo' Scrissi Sartoris.
Ci volle molto più tempo, e l'editore lo rifiutò subito.
Tuttavia continuai a convincere gli editori per circa tre anni con una speranza ostinata e sbiadita, forse per giustificare il tempo che avevo passato nel scriverlo.
Questa speranza morì lentamente, anche se non mi fece male per niente.
Un giorno ho sembrato chiudere una porta tra me e gli indirizzi degli editori e gli elenchi di libri.
Mi sono detto: 'Adesso posso scrivere'.