‘Sì,’ disse il signor Dursley e il suo cuore affondò in maniera orribile.
‘Sì, mi metto molto d’accordo.’
Non disse nient’altro sul tema quando andarono a letto.
Mentre la signora Dursley era nel bagno, il signor Dursley avanzò lentamente fino alla finestra della camera da letto e fece capolino sul giardino della parte anterior.
Il gatto era ancora là.
Stava fissando a Privet Drive come se aspetasse qualcosa.
Immaginava le cose?
Aveva qualcosa a che fare con i Potter?
Se fosse stato vero...se fosse uscito fuori che erano imparentati a un paio di...allora, non voleva pensarci più.
I Dursley entrarono nel letto.
La signora Dursley si addormentò velocemente ma il signor Dursley rimase sveglio a rimuginare su tutto in mente.
Il suo ultimo pensiero rassicurante prima di addormentarsi fu che anche se I Potter fossero coinvolti, non ci sarebbe una ragione perché gli si avvicinassero.
I Potter sapevano bene ciò che pensavano I Dursley nei confronti di loro e della loro specie...non riusciva a vedere come lui e Petunia potevano intromettersi in qualsiasi cosa che stesse succedendo - sbadigliò e si volse - non li poteva colpire.
Quanto si sbagliava.
Certo che il signor Dursley si addormentava lentamente, un sonno inquieto, ma il gatto sul muro fuori non mostrava alcun indizio di sonnolenza.
Rimaneva tanto immobile quanto una statua, i suoi occhi fissi senza sbattere le palpebre sul angolo lontanto di Privet Drive.
Neanche tremava quando la porta di una macchina si chiuse sbattendo in una strada vicina né quando due gufi piombarono sopra la testa.
Anzi era quasi la mezzanotte quando il gatto si mosse un pochino.